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La mostra Pop-up. La magia dei libri racconta come il libro tridimensionale sia cambiato nell’arco di quasi un secolo e mezzo: vediamo insieme alcuni dei pezzi in mostra e il motivo per cui sono stati scelti per rappresentare l’evoluzione del pop-up.

Piccole meraviglie dell'Ottocento

L’Internationaler Circus di Lothar Meggendorfer, edito da J.F. Schreiber nel 1887, è uno scenic book dalle dimensioni davvero sorprendenti: rappresenta l’arena di un circo con acrobati, clown e ballerine, intorno alla quale si dispongono i palchi con decine e decine di spettatori incantati. Aperto, misura in totale quasi un metro e mezzo! Meggendorfer era un maestro dei libri animati, gli “antenati” dei libri tridimensionali, nei quali si poteva agire sulle figure grazie a linguette, volvelle o nastri.

Il delicato Peeps into Fairy Land, edito da Ernest Nister e E. P. Dutton nel 1896, è invece un panorama book, dove i piani distanziati con linguette compongono una specie di teatrino. Un’altra tecnica molto utilizzata nell’Ottocento era anche quella dei floating layers, dove i livelli separati tra di loro non appoggiano su un piano orizzontale, come negli scenic books: ne è un esempio Cosy Cot Farm, libro del 1895 di Raphael Tuck and Sons, le cui edizioni rappresentano spesso scene bucoliche o giochi di bambini.
In questo periodo i libri tridimensionali sono esclusivo appannaggio dei piccoli: molti di questi volumi, che hanno più di un secolo di vita, riportano dediche rivolte ai fortunati bambini che li hanno ricevuti in dono.

Originali "rivoluzioni" tridimensionali

Il primo “vero” pop-up è però lui: The “Pop-Up” Pinocchio (con la storia originale di Collodi), edito dalla Blue Ribbon Books di New York nel 1932, con la cartotecnica di Harold Lentz. Il termine fu registrato come marchio, e solo in seguito è entrato nell’uso per indicare i libri tridimensionali in genere. Ebbe un successo enorme, tanto che l’editore produsse moltissimi titoli, collaborando anche con la Disney.

Un altro bellissimo pop-up in mostra è il carousel Alì Babà e i 40 ladroni, edito da Hoepli nel 1943. Fu una produzione tutta italiana: lo scenografo Mario Zampini e l’illustratore Raimondo Centurione crearono una nuova struttura tridimensionale, in cui le copertine del libro si aprono fino a toccarsi e lasciano dispiegarsi spicchi in cui i piani paralleli formano scene prospettiche.

 

Grandi maestri e grandi produttori

Maestro indiscusso del pop-up fu il praghese Vojtěch Kubašta. Era sia illustratore sia cartotecnico, così che nelle sue opere figure e struttura si sposano perfettamente. Porta ai massimi livelli la tecnica dei multiple layers, inventata negli anni ’40 da Geraldine Clyne, ma sono i panascopic models i suoi libri più spettacolari. Uno fra tutti è How Columbus Discovered America, del 1961: con sole tre pagine e uno spessore di meno di mezzo centimetro, lascia “saltare fuori” da un unico grande quadro la Santa Maria di Cristoforo Colombo, con tanto di sartie.

Si dice che i pop-up di Kubašta piacquero talmente a Waldo Hunt, detto “Wally”, che avrebbe voluto produrli in America. Purtroppo era il periodo della guerra fredda e le importazioni dal blocco sovietico agli Stati Uniti erano vietate. Wally iniziò allora a produrre pop-up, coordinando cartotecnici, illustratori e case editrici. Un esempio di quel periodo è Andy Warhol’s Index (Book), pubblicato da Random House nel 1967, nella cui produzione Waldo Hunt coinvolse proprio il famoso artista.

Pop-up per tutti

Negli anni ’80 i temi affrontati nei pop-up aumentavano a dismisura: musica, robot, scienza, natura, cinema, personaggi celebri. Ne sono esempi la collana di libri edita da National Geographic, o The Royal Family Pop-Up Book del cartotecnico Vic Duppa-Whyte, che illustra alcuni episodi della vita della famiglia reale inglese, o ancora il libro The Human Body, con la cartotecnica di David Pelham, che pare abbia venduto addirittura tre milioni di copie!

È negli anni 2000 che il pop-up torna fortemente in auge: una nuova generazione di paper engineers ha scoperto nuovi meccanismi e pieghe che rendono i libri tridimensionali simili a sculture di carta adatte a un pubblico di ogni età. Basti pensare ai lavori di Robert Sabuda, Bruce Foster, Matthew Reinhart e molti altri. Guardate ad esempio la spettacolarità di DC Super Heroes. The Ultimate Pop-Up Book: nella pagina che mostra i supereroi insieme, l’illustrazione si solleva di quasi 40 centimetri!

 

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