Le vele spiegate su piazza Guerrazzi, a Cecina, avvertono che alla Fondazione Geiger ci si può imbarcare per viaggi meravigliosi: la mostra Velieri. Grandi storie di mare raccoglie le storie di ventisei navi che hanno vissuto avventure straordinarie, raccontate sui cartellini che accompagnano ogni modello. L’ambientazione dell’esposizione richiama i colori del mare cupo in tempesta, il parquet il ponte di una nave; l’illuminazione scalda l’ambiente creando punti luce che evidenziano ogni pezzo in mostra con un’atmosfera quasi teatrale. 

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Il percorso inizia col simbolo più iconico della navigazione: il timone. Massiccio, usurato, chissà quanto salmastro e quante manovre pericolose ha dovuto affrontare, prima di finire la sua carriera. Le prime teche racchiudono vascelli imponenti e maestosi, armati da decine di cannoni e decorati con finissime sculture, come la Sovereign of the Seas, inglese regina dei mari, la prima nave a essere dotata di oltre cento cannoni, e il Vasa, ammiraglia svedese affondata il giorno stesso del viaggio inaugurale a causa delle smisurate proporzioni che ne minarono la stabilità, e rimasta sott’acqua per trecento anni. C’è anche la Victory, il vascello su cui combatté, e perì, l’ammiraglio Nelson a Trafalgar: per non gettarlo in mare, come era tradizione fare con i caduti, il suo corpo fu conservato in un barile pieno di brandy.

Vicino a questa prima parte della mostra, è presente la ricostruzione di una postazione di combattimento, col cannone pronto a sparare i suoi micidiali colpi. Su di essa, campeggia una fiera polena raffigurante un apostolo: le figure lignee installate a prua servivano a proteggere l’imbarcazione dai pericoli del mare e ne rappresentavano l’anima, perciò erano tenute in grande considerazione. Molte sono le vicende di navi che sono state costruite per combattere e affermare la potenza dello Stato a cui appartenevano; ma ci sono anche le navi pirata, non gli enormi galeoni neri e pieni di scheletri dei film d’azione, ma piccoli e veloci navigli adatti a sferrare attacchi rapidi, nascondersi nei porti e rifugiarsi nelle baie più appartate. Tra questi spicca il Golden Hind del corsaro Francis Drake che, al servizio della regina d’Inghilterra Elisabetta I, fece il giro del mondo alla fine del ‘500 e accumulò un tesoro così grande, sottraendolo ai nemici spagnoli, che meritò l’onore di essere investito cavaliere. A fianco di queste imbarcazioni, due teche custodiscono antichi strumenti di navigazione: un cannocchiale, la bussola col suo rilevatore; un ottante, un sestante e il cronometro, fondamentali per stabilire il punto nave; righelli, squadre, compassi e pennini da carteggio.

Lo scopo forse più nobile e certo più legato all’immaginario dei velieri è l’esplorazione: piccole caravelle alla ricerca di rotte per l’acquisto delle spezie (che in mostra si possono vedere e… annusare) i cui marinai, con coraggio e avventatezza, affrontarono mari sconosciuti, correnti ignote, rischiando malattie e naufragi per essere forse ricompensati dall’enorme emozione di poter gridare, avvistandola all’orizzonte: terra! Così, ecco in mostra al primo piano la Santa María con la quale Cristoforo Colombo sbarcò in America, l’Endeavour di James Cook su cui si mappò la Nuova Zelanda e la costa orientale dell’Australia, e il Beagle sul quale viaggiò il giovane naturalista Charles Darwin, sviluppando poi dalle sue osservazioni la teoria sull’origine delle specie che ha rivoluzionato la biologia.

Infine, i velieri per il commercio: capienti come i galeoni di Manila, che facevano la spola tra Acapulco e le Filippine per scambiare l’argento delle colonie sudamericane con le spezie, le sete e le porcellane dall’Oriente, o veloci come i clipper, schegge del mare dalla grandiosa velatura, che potevano competere in velocità con le navi a vapore. Insieme ai modelli di queste navi mitiche, realizzati a mano da abilissimi e pazienti modellisti, sono presenti vari diorami, che aggiungono al realismo della ricostruzione navale anche la vividezza dell’ambientazione mossa dalle onde e dal vento e vivificata dalla presenza di personaggi.

È una mostra adatta a grandi e bambini, appassionati di avventura e di storia, di mare e di capitani coraggiosi, e si può visitare fino al 16 settembre 2018, tutti i giorni dalle 18 alle 23. L’ingresso è libero e c’è un catalogo che raccoglie fotografie, storie e saggi sui temi della mostra. Salpate con noi?

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